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Diamo un volto al nostro talento – Presentazione annuario 2018

copertinaaTanti i temi toccati per «Il lavoro illustre nella provincia di Macerata, diamo un volto al nostro talento», la serata organizzata nei giorni scorsi dall’Ordine dei consulenti del lavoro. Due le tavole di lavoro: una sul talento femminile con la partecipazione della cantautrice Serena Abrami, del direttore provinciale dell’Inps Ludovica Lignini, del segretario dell’Ordine Antoinette Marmoré, del direttore d’orchestra Cinzia Pennesi, del vicesindaco Stefania Monteverde e del sindaco di San Severino Rosa Piermattei; l’altra sulla formazione lavorativa con gli interventi dell’ex rettore Unicam Flavio Corradini, del vicepresidente nazionale dell’Ordine Sergio Giorgini, della dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli, del docente Unimc Filippo Olivelli e del presidente provinciale dell’Ordine Riccardo Russo. Alla base della serata c’era la presentazione dell’annuario provinciale dei consulenti del lavoro, dal titolo «Ritratti maceratesi», ma per l’occasione sono state annunciate 12 nuove borse di studio del valore di mille euro ognuna per gli studenti Unimc e Unicam, nate dalla generosità dei consulenti di tutta Italia.

Sono stati consegnati anche 19 videoproiettori per le scuole dei Comuni nel cratere in cui sia presente almeno un consulente del lavoro ancora in attività. I Comuni destinatari della donazione sono stati Macerata, Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Colmurano, Corridonia, Esanatoglia, Gualdo, Loro Piceno,Matelica, Mogliano, Pieve Torina, Pollenza, San Severino, Sarnano, Tolentino e Treia.

«LA TAVOLA al femminile – ha spiegato Riccardo Russo – ha messo in evidenza il fatto che prevale una visione arcaica della figura della donna, confermata da tutte le partecipanti alla discussioni che pure sono

donne che ricoprono ruoli di prestigio. Le difficoltà di accesso al lavoro sono attribuite ad una discriminazione che il tempo non è riuscito ad abbattere. Nel mondo del lavoro, le percentuali di occupazione femminile non raggiunge mai il 50% rispetto a quello maschile, né nel mondo del pubblico né in quello del privato». Si è parlato molto anche dei giovani, che recentemente hanno protestato contro tirocini e alternanza scuola-lavoro. «La tavola rotonda sulla formazione – ha aggiunto Russo – è stata organizzata quasi per caso rispetto alle ultime contestazioni fatte dai ragazzi. Innanzitutto,è emerso che, benché la Regione abbia attivato tutte le tipologie esistenti di apprendistato, non è stata ancora in grado di organizzare qualcosa per l’alta formazione, cosa che impedisce il dialogo con le università ed è un handicap da superare. La norma per l’apprendistato è inoltre scritta, letta e interpretata male, da semplificare. In più, il tirocinio dovrebbe diventare un passaggio obbligato per entrare nel mondo del lavoro: i sei o dodici mesi che si passano in ufficio o in azienda servono anche per capire se quella persona sta sbagliando l’obiettivo di lavoro.

D’altro canto, il tirocinio deve essere finalizzato a creare occupazione, non per effettuare delle sostituzioni di personale che manca o per tamponare dei momenti di emergenza. Molti ragazzi iniziano il percorso per poi venire abbandonati. La Regione non organizza molti tirocini, ma c’è da dire che per quelli di cui si occupa siamo tra le prime realtà in Italia che riescono a trasformare il periodo di tirocinio in un contratto a tempo indeterminato».

Fonte: Il Resto del Carlino - Elisa Frare 

 

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